LA NEWSLETTER · N° 15
I flussi turistici in Italia crescono, ma non crescono allo stesso modo ovunque. Nel secondo trimestre 2025, Milano, Firenze e Bologna hanno segnato incrementi nelle presenze superiori all'8% rispetto all'anno prima. Venezia invece ha perso il 6,1%. Stessa etichetta — 'grande città' — risultati opposti. Capitolo diverso: la provincia. I dati ufficiali non dicono che conviene più o meno della città. Dicono che dipende. La domanda si distribuisce in modo disomogeneo sul territorio — tradotto: non esiste una risposta valida per tutti, esiste una risposta valida per quella via, in quel comune, in quella stagione. Non è così semplice. Cosa significa per te che hai 1-2 appartamenti: scegliere 'città sì, provincia no' (o viceversa) basandosi sulle medie nazionali è un errore. Conta sapere cosa succede nel tuo specifico Comune. I dati comunali ISTAT esistono — almeno sulla carta, e vale la pena cercarli prima di qualsiasi decisione.
Fonti: ['[ISTAT]', '[Ministero del Turismo]']
Domenica mattina, ore 8:15. Una host di Milano sente bussare forte. È il vicino del piano di sotto: gli ospiti della notte prima hanno fatto rumore fino all'una. Ha la faccia di chi non ha dormito e vuole una risposta. Capita. E capiterà ancora, se non si gioca d'anticipo. La mossa più efficace è parlare al vicino prima che arrivi il problema. Non un discorso lungo: bastano due minuti sul pianerottolo. Gli si dice che l'appartamento è in affitto breve, che si fissa il silenzio alle 22:30, e che in caso di disturbi può mandarti un messaggio diretto — numero di telefono alla mano. La maggior parte degli host che fa questo passaggio riferisce di non aver più ricevuto lamentele formali nel primo periodo. Nel regolamento di casa da consegnare agli ospiti — su carta, non solo in digitale — vanno scritte tre cose: orario del silenzio, divieto di feste, numero massimo di persone. Tre punti, non dieci. Se il vicino bussa comunque, si ascolta senza difendersi, si scusa, si agisce subito. Niente scuse, niente alibi. Un messaggio all'ospite nel giro di pochi minuti risolve la maggior parte dei casi sul nascere.
Con la cedolare secca paghi un'aliquota fissa sul canone — in pratica, l'Agenzia delle Entrate ti lascia una deduzione forfettaria del 5% e considera chiuso il discorso. Tradotto: niente spese analitiche da elencare, niente pulizie, niente commissioni Airbnb da detrarre voce per voce. Punto. Se invece rinunci alla cedolare e dichiari il reddito in modo ordinario, secondo alcune fonti di settore potresti dedurre analiticamente le spese di intermediazione, di pulizia e altri costi inerenti all'attività — ma questa strada è più complessa e richiede un commercialista. Prima di scegliere, fai due conti: il 5% forfettario basta raramente a coprire le spese reali di chi gestisce anche solo un appartamento. Almeno sulla carta, la deduzione analitica conviene a chi ha spese superiori al 5% del canone annuo — che nella maggior parte dei casi è quasi certo.
Fonti: ['Agenzia delle Entrate', 'Studio Mudol']
Approfondisci →32 pagine al mese su cosa fare in zona, già impaginate e brandizzate per la tua casa vacanza.
Ogni venerdì un episodio breve con un host italiano che racconta cosa ha fatto per riempire i mesi morti.
Disponibile su Spotify, Apple Podcast e YouTube.
Norme alloggiati, ospiti difficili, prezzi, recensioni storte: scrivi al chatbot e in 30 secondi hai una risposta professionale.
Da Free a Pro con 0% commissioni sulle prenotazioni dirette. Prezzi Founders bloccati per sempre — restano 99 posti.
|
Free 1 struttura Gratis |
Prime Annunci illimitati €4.90/mese |
Pro 0% commissioni dirette €14.90/mese |
Ogni martedì, consigli pratici per host italiani.
